Estate record al box office, ma il cinema indipendente americano scommette su Cannes

Stati Uniti e Italia hanno appena chiuso l'estate con gli incassi più alti mai registrati. Al Creative Investors' Conference di San Sebastián i produttori indipendenti americani hanno indicato il proprio futuro nei festival e nei mercati internazionali. Per chi produce in Europa è un'occasione concreta.

Negli Stati Uniti, secondo i dati riportati da Deadline, la stagione estiva si è chiusa con il weekend del Labor Day a circa 4,76 miliardi di dollari. Il primato del 2013 non è stato raggiunto per pochi milioni. E per la prima volta, ciascun mese da maggio ad agosto ha superato, da solo, il miliardo di incassi. Il risultato va letto con attenzione. Il record è nominale, favorito da biglietti molto più cari rispetto a tredici anni fa e da una stagione più lunga di una settimana: contando gli spettatori effettivi, il 2013 resta in testa. La crescita è stata inoltre molto concentrata. Secondo un'analisi di TheWrap, ad agosto, quasi tre quarti degli incassi sono arrivati da due soli film: The Odyssey e Spider-Man: Brand New Day.

Dentro questa concentrazione c'è, però, un dato che riguarda da vicino chi lavora nel cinema indipendente. Due dei titoli più redditizi della stagione portano la firma di registi cresciuti su YouTube. Obsession di Curry Barker, un horror girato con circa 750.000 dollari e acquistato da Focus Features al Toronto Film Festival del 2025 per una cifra intorno ai 14 milioni, ha superato i 500 milioni di dollari nel mondo, primo film originale di questo decennio a raggiungere quella soglia. Backrooms, esordio del ventenne Kane Parsons nato da una sua web series, ha oltrepassato i 400 milioni globali ed è diventato il maggior incasso nella storia di A24.

L'ottimismo dei distributori

Questi numeri hanno aperto la prima giornata del Creative Investors' Conference, l'incontro tra finanziatori e produttori che il Festival di San Sebastián organizza con CAA Media Finance. Giunto alla quinta edizione, quest'anno ha collaborato con il Marché du Film di Cannes per portare in città delegazioni di investitori privati. Elissa Federoff, responsabile della distribuzione di Neon, ha definito l'estate una ripresa vera e un risultato fenomenale. Secondo Federoff, abitudini che l'industria ha a lungo considerato concorrenti della sala, come lo streaming, i videogiochi e i social network, stanno diventando nuove strade per raggiungere il pubblico, e alcuni dei film più rilevanti dell'anno sono arrivati proprio da creator di YouTube. Il suo invito è smettere di misurarsi ogni volta con i livelli pre-pandemia e ripartire dalla situazione attuale.

Sulla stessa linea Rob Williams, presidente di Sumerian Pictures, distributore nato a metà 2025 dall'etichetta discografica Sumerian Records. La società punta sui film legati alla musica, come il suo primo titolo, Mile End Kicks con Barbie Ferreira, lanciato con una campagna social e con scelte che, secondo Williams, altri distributori non avrebbero fatto. A febbraio Sumerian si è aggiudicata i diritti americani di Josephine di Beth de Araújo, vincitore al Sundance sia del Gran premio della giuria sia del premio del pubblico.

Perché la sola estate non basta

La sintesi dell'incontro che ha fornito Variety è netta: l'estate record difficilmente salverà da sola il cinema indipendente. I successi della stagione aiutano a capire perché. Obsession e Backrooms sono horror firmati da autori che arrivavano in sala con una comunità già presente online, e sono usciti in sala con Focus Features e A24. Si tratta di un modello reale, molto difficile però da replicare per un dramma d'autore alla prima opera, per una commedia generazionale o per un film in una lingua diversa dall'inglese.

Qualche segnale incoraggiante arriva anche lontano dai grandi numeri. Secondo l'indagine annuale di Art House Convergence, condotta tra aprile e maggio su 27.000 spettatori, un quarto del pubblico delle sale d'essai americane ha iniziato a frequentarle negli ultimi tre anni, e oltre due terzi di questi nuovi spettatori hanno meno di 45 anni. Il pubblico giovane è disposto a entrare in sala anche per film lontani dal blockbuster. A nostro avviso, però, il nodo per il produttore indipendente sta a monte, nella fase in cui il budget di un film deve ancora essere chiuso. Un'estate brillante migliora il clima generale, ma lascia sostanzialmente intatte le condizioni con cui si finanzia un'opera prima.

Cannes torna al centro della mappa americana

Il passaggio più significativo della giornata è arrivato da Adele Romanski, produttrice premio Oscar per Moonlight, oggi con la società di produzione Pastel. Romanski ha spiegato che per il cinema indipendente americano in lingua inglese Cannes conta molto più di qualche anno fa, quando i distributori statunitensi erano spesso riluttanti a sostenere le spese di un passaggio sulla Croisette. Oggi, ha raccontato, ragiona in modo diverso quando deve decidere dove presentare le opere prime e seconde dei registi con cui lavora, e attribuisce un valore crescente al mercato internazionale.

Pronunciato a San Sebastián, davanti a una platea di finanziatori europei, il discorso ha un peso particolare, e i fatti di quest'anno lo confermano. Club Kid, esordio di Jordan Firstman presentato a Un Certain Regard, ha scatenato un'asta vinta da A24 con 17 milioni di dollari per i diritti mondiali. Secondo il bilancio di Screen International, a sostenere il mercato di Cannes sono stati proprio i compratori americani, con A24 e Netflix tra i più attivi. Neon, dal canto suo, ha appena conquistato la settima Palma d'oro consecutiva con Fjord di Cristian Mungiu, un film parlato in più lingue, coprodotto da sei paesi europei e interpretato da Sebastian Stan e Renate Reinsve. Sul palco Federoff ha sottolineato che lo scenario globale conta oggi più che mai.

Opportunità e rischi per chi produce in Europa

Per un produttore europeo questa svolta apre spazi concreti. Se i colleghi americani costruiscono le carriere dei loro esordienti attorno a Cannes e ai mercati internazionali, avranno bisogno di partner europei: coproduttori, agenti di vendita, accesso ai fondi pubblici e agli incentivi fiscali, maestranze e strutture dove girare. Chi sa entrare nei progetti in fase di sviluppo, prima che il film arrivi in selezione, parte in vantaggio.

I rischi sono altrettanto chiari. Gli slot nelle sezioni ufficiali di un grande festival sono pochi, ed è ragionevole aspettarsi che la competizione per ottenerli cresca, con il rischio di togliere spazio agli autori europei meno visibili. C'è poi la questione del cast, che spinge i finanziamenti verso i progetti in lingua inglese con volti riconoscibili.

Anche in Italia l'estate ha battuto ogni record dell'era Cinetel. Tra il primo giugno e il 31 agosto le sale hanno incassato 162,3 milioni di euro con 20,8 milioni di presenze, con un aumento degli incassi dell'89,6% rispetto all'estate 2025. Da gennaio ad agosto gli spettatori sono stati 56,9 milioni, appena il 3,3% in meno rispetto agli stessi mesi del 2019. Il pubblico, quindi, è tornato. La distribuzione degli incassi racconta però un'altra storia: Odissea e Spider-Man: Brand New Day hanno raccolto insieme 91,5 milioni, il 56% del totale estivo, e i primi dieci titoli hanno superato l'80%.

Il dato più preoccupante riguarda il cinema italiano. Secondo le elaborazioni di Box Office su dati Cinetel, fino al 23 agosto i film italiani avevano incassato in tutto circa 4,5 milioni di euro, con una quota intorno al 3% contro il 7% dell'estate precedente; ad agosto la quota è scesa al 2%. Per dare una misura, Backrooms e Obsession hanno raccolto insieme in Italia oltre 6 milioni di euro nell'arco dell'estate. Tutto questo mentre era in vigore Cinema Revolution, l'iniziativa sostenuta dal ministero della Cultura che dal 19 giugno al 20 settembre ha fissato a 3,50 euro il biglietto per i soli film italiani ed europei. Il cinema italiano sa ancora riempire le sale, come ha dimostrato a Natale Buen Camino di Checco Zalone con circa 9,5 milioni di spettatori complessivi, ma anche il prodotto nazionale si regge su pochissimi titoli.

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